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	<title>Oltre l&#039;Occidente &#187; Sociale</title>
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		<title>Progetti e attività</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 23:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2009/10/scuolaitaliano201011.jpg"></a></p>
<div id="_mcePaste" style="overflow-y: hidden; left: -10000px; overflow-x: hidden; width: 1px; position: absolute; top: 0px; height: 1px;">Pomezia 15 gennaio  ore 16.30 i Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio Cesv e Spes, in collaborazione con l&#8217;associazione Art&#8217;Incantiere presentano &#8220;La rete scuole migranti. La lingua italiana per l&#8217;integrazione sociale&#8221;. Sarà presentata la ricerca Scuolemigranti condotta da Alessandro Scassellati e Massimiliano Trulli col sostegno dei CVS del Lazio Cesv e Spes. Presso la Sala Consiliare del Comune di Pomezia in Piazza Indipendenza, 8.</div>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2223" title="logo_oltreloccidente" src="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/08/logo_oltreloccidente.gif" alt="" width="341" height="258" /></p>
<p>&#160;</p>
<ul>
<li><strong>6 febbraio 2012. Dalle ore 18:00 a Frosinone, l.go Paleario 7 </strong></li>
<li>Presentazione dei progetti</li>
<li>&#8220;<em>Le scuole popolari</em>&#8221; a cura della Casa dei Diritti Sociali. &#8221;Le scuole popolari&#8221;- Per l&#8217;accompagnamento e l&#8217;inclusione sociale di soggetti a rischio di esclusione, pubblicazione a cura di Anna De Meo e Massimiliano Fiorucci</li>
<li>&#8220;<em>Una biblioteca diversamente abile</em>&#8221; a cura della Ass. Oltre l&#8217;Occidente. Un progetto cofinanziato dalla Regione Lazio per costruire una biblioteca che abbia come perno una attenzione sulle scienze sociali, sulla politica internazionale, sui diritti umani.</li>
</ul>
<p>Dalle ore 20 cena e musica</p>
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		<title>Si lavora per ripartire il Fabbisogno Sanitario delle Regioni</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 23:56:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="_mcePaste">(di Vera Lamonica* e Stefano Cecconi**)</div>
<div id="_mcePaste">104 miliardi di euro, pari al 7% del PIL, che rappresentano oltre il 70% del bilancio delle Regioni: è il finanziamento necessario a garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini e sui criteri da adottare per ripartirlo è in corso un delicato confronto tra Governo e Regioni, che sarà usato come base di partenza anche per il federalismo sanitario. Il tutto in un contesto di già gravi difficoltà, causate dai tagli delle più recenti manovre finanziarie</div>
<div id="_mcePaste"><span id="more-1512"></span>È in corso in questi giorni il confronto tra Governo e Regioni sul riparto del Fabbisogno Sanitario Nazionale per il 2011. Si tratta di distribuire il finanziamento per garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini: 104 miliardi di euro, pari al 7% del PIL [Prodotto Interno Lordo, N.d.R.], che rappresentano oltre il 70% del bilancio delle Regioni. Il riparto 2011 è particolarmente delicato anche perché sarà usato come base di partenza per il federalismo sanitario.</div>
<div id="_mcePaste">Nella sanità &#8211; per decidere quante risorse assegnare ad ogni singola Regione &#8211; è stato da tempo superato il criterio della cosiddetta &#8220;spesa storica&#8221;, anticipando le stesse indicazioni della Legge 42 del 2009 sul federalismo fiscale. Infatti, la quota del finanziamento è stata assegnata progressivamente in base alla popolazione di ogni Regione, corretta, seppur parzialmente, con il &#8220;peso&#8221; dell&#8217;età degli abitanti, riconoscendo così alle Regioni dove è maggiore la presenza di bambini fino a un anno di età e di anziani con più di 65 anni, una quota maggiore di finanziamento, in ragione degli accertati, e notevoli, maggiori consumi sanitari dei cittadini di queste classi di età.</div>
<div id="_mcePaste">Ma certo la sola età delle popolazioni non basta a identificare il fabbisogno, bisogna infatti considerare anche altri fattori, che risultano ad esempio dalla situazione epidemiologica e sociale. A questo proposito l&#8217;Age.Na.S. (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), su richiesta della Conferenza delle Regioni, ha prodotto qualche mese fa un importante documento sui possibili criteri per ripartire il fabbisogno [la versione provvisoria di questo documento è consultabile integralmente cliccando qui, N.d.R.], con utili indicazioni, anche se non tutte applicabili immediatamente. Bisogna procedere con gradualità, tanto più dopo i tagli decisi dal Governo con le ultime manovre, che hanno già messo le Regioni in gravi difficoltà. E tuttavia l&#8217;obiettivo auspicabile è quello di arrivare a un riparto che, pur considerando il fattore età decisivo, utilizzi più criteri, in grado di identificare meglio i bisogni reali. Questa scelta può aiutare ad allocare le risorse in modo più appropriato, quindi più efficiente e rispondente alle necessità dei cittadini.</div>
<div id="_mcePaste">Intanto, già nel 2011 sarebbe possibile e utile considerare almeno uno dei criteri che riconoscono particolari condizioni di fabbisogno e di svantaggio, qual è ad esempio l&#8217;indice di deprivazione (di reddito, istruzione, contesto sociale ecc).</div>
<div id="_mcePaste">Infine, resta sempre aperto il problema di come sostenere la riorganizzazione e la riqualificazione dei servizi, soprattutto per favorire i percorsi di convergenza delle Regioni con maggiori difficoltà verso gli standard assistenziali delle Regioni più virtuose. Anche di questo dovrebbe tener conto il riparto.</div>
<div id="_mcePaste">*Segretaria confederale della CGIL.</div>
<div id="_mcePaste">**Responsabile Politiche della Salute e Contrattazione Sociale della CGIL, Dipartimento Welfare e Nuovi Diritti.</div>
<p>Si lavora per ripartire il Fabbisogno Sanitario delle Regioni(di Vera Lamonica* e Stefano Cecconi**)104 miliardi di euro, pari al 7% del PIL, che rappresentano oltre il 70% del bilancio delle Regioni: è il finanziamento necessario a garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini e sui criteri da adottare per ripartirlo è in corso un delicato confronto tra Governo e Regioni, che sarà usato come base di partenza anche per il federalismo sanitario. Il tutto in un contesto di già gravi difficoltà, causate dai tagli delle più recenti manovre finanziarie<br />
È in corso in questi giorni il confronto tra Governo e Regioni sul riparto del Fabbisogno Sanitario Nazionale per il 2011. Si tratta di distribuire il finanziamento per garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini: 104 miliardi di euro, pari al 7% del PIL [Prodotto Interno Lordo, N.d.R.], che rappresentano oltre il 70% del bilancio delle Regioni. Il riparto 2011 è particolarmente delicato anche perché sarà usato come base di partenza per il federalismo sanitario.<br />
Nella sanità &#8211; per decidere quante risorse assegnare ad ogni singola Regione &#8211; è stato da tempo superato il criterio della cosiddetta &#8220;spesa storica&#8221;, anticipando le stesse indicazioni della Legge 42 del 2009 sul federalismo fiscale. Infatti, la quota del finanziamento è stata assegnata progressivamente in base alla popolazione di ogni Regione, corretta, seppur parzialmente, con il &#8220;peso&#8221; dell&#8217;età degli abitanti, riconoscendo così alle Regioni dove è maggiore la presenza di bambini fino a un anno di età e di anziani con più di 65 anni, una quota maggiore di finanziamento, in ragione degli accertati, e notevoli, maggiori consumi sanitari dei cittadini di queste classi di età.Ma certo la sola età delle popolazioni non basta a identificare il fabbisogno, bisogna infatti considerare anche altri fattori, che risultano ad esempio dalla situazione epidemiologica e sociale. A questo proposito l&#8217;Age.Na.S. (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), su richiesta della Conferenza delle Regioni, ha prodotto qualche mese fa un importante documento sui possibili criteri per ripartire il fabbisogno [la versione provvisoria di questo documento è consultabile integralmente cliccando qui, N.d.R.], con utili indicazioni, anche se non tutte applicabili immediatamente. Bisogna procedere con gradualità, tanto più dopo i tagli decisi dal Governo con le ultime manovre, che hanno già messo le Regioni in gravi difficoltà. E tuttavia l&#8217;obiettivo auspicabile è quello di arrivare a un riparto che, pur considerando il fattore età decisivo, utilizzi più criteri, in grado di identificare meglio i bisogni reali. Questa scelta può aiutare ad allocare le risorse in modo più appropriato, quindi più efficiente e rispondente alle necessità dei cittadini.<br />
Intanto, già nel 2011 sarebbe possibile e utile considerare almeno uno dei criteri che riconoscono particolari condizioni di fabbisogno e di svantaggio, qual è ad esempio l&#8217;indice di deprivazione (di reddito, istruzione, contesto sociale ecc).Infine, resta sempre aperto il problema di come sostenere la riorganizzazione e la riqualificazione dei servizi, soprattutto per favorire i percorsi di convergenza delle Regioni con maggiori difficoltà verso gli standard assistenziali delle Regioni più virtuose. Anche di questo dovrebbe tener conto il riparto.<br />
*Segretaria confederale della CGIL.**Responsabile Politiche della Salute e Contrattazione Sociale della CGIL, Dipartimento Welfare e Nuovi Diritti.</p>
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		<title>Il 12 aprile il Consiglio Comunale di Frosinone all’unanimità ha approvato la CONSULTA PER L’HANDICAP del COMUNE DI FROSINONE</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 14:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-916" title="handicap_3" src="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2010/04/handicap_3.JPG" alt="handicap_3" width="100" height="97" />Il 12 aprile il Consiglio Comunale di Frosinone all’unanimità ha approvato la CONSULTA PER L’HANDICAP del COMUNE DI FROSINONE e l’annesso <a href="http://www.oltreloccidente.org/consulta_frosinone.pdf" target="_self">regolamento</a>.</p>
<p><span id="more-915"></span>La Commissione Servizi sociali e solidarietà, politiche per l’infanzia, i giovani, gli anziani – handicap e migrazione, con il Presidente ARDUINI LUIGI e i consiglieri BALDANZI MARIA GRAZIA, CONTARDI MARIO,  BRACAGLIA FABIO e CECCARELLI OMBRETTA, sensibile al tema, aveva da alcuni mesi convocato alcune associazioni, anche quelle dei familiari, per monitorare il delicato tema e per far proporre una serie di azioni volte ad un diverso e profondo interessamento dell’ente verso questa problematica. La proposta non si è fatta attendere. Sul tavolo della Commissione è stata partorita l’idea della consulta cittadina, che seguendo le linee della CONVENZIONE SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ, delle Nazioni Unite, ratificato dall’Italia dal Consiglio dei Ministri il 28 novembre 2008, vuole lavorare per promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro inerente dignità.<br />
a)    Il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale &#8211; compresa la libertà di compiere le proprie scelte &#8211; e l’indipendenza delle persone;<br />
b)    La non-discriminazione;<br />
c)    La piena ed effettiva partecipazione e inclusione all’interno della società;<br />
d)    Il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell’umanità stessa;<br />
e)    La parità di opportunità;<br />
f)    L’accessibilità;<br />
g)    La parità tra uomini e donne;<br />
h)    Il rispetto per lo sviluppo delle capacità dei bambini con disabilità e il rispetto per il diritto dei bambini con disabilità a preservare la propria identità.<br />
i)    Garantire la messa in rete di azioni finalizzate allo scopo della consulta</p>
<p>La Consulta vuole provare a realizzare un nuovo modello partecipativo di confronto, di valutazione e di impulso delle azioni, anche innovative, a favore delle politiche sulla disabilità e si configura come strumento organico di collaborazione delle associazioni con l’Amministrazione e tra di loro.<br />
Svolge quindi funzioni di impulso e sostegno alla realizzazione, da parte del Comune di Frosinone, di politiche a favore della disabilità attraverso azioni consultive, propositive e di attiva collaborazione con l’Amministrazione.<br />
(a)    La Consulta formula raccomandazioni, proposte, osservazioni relative ai temi, alle azioni, ai servizi del Comune nel campo della disabilità;<br />
(b)    L’Assessore di riferimento, o in caso di progetti collettivi, anche altri Assessori o Amministratori, richiede alla Consulta il parere su progetti inerenti alle politiche sulle disabilità;<br />
(c)    La consulta può formulare proposte circa la determinazione del bilancio preventivo, limitatamente ai capitoli relativi ai servizi ed alle iniziative in favore dei cittadini disabili;<br />
(d)    La consulta promuove indagini, studi, rilevazioni particolari sulle condizioni e sui problemi dei cittadini disabili;<br />
(e)    La consulta organizza convegni, dibattiti e quanto altro consenta l’espletamento dei compiti per cui è stata istituita;<br />
(f)    La consulta Propone l’ammissione nella Consulta di Associazioni di Utenti e di Volontariato che operino sul territorio ed abbiano i requisiti previsti dal regolamento.<br />
Il Consiglio Comunale con voto unanime e con grande intensità emotiva da parte di tutte le forze politiche ha approvato la Consulta che risulta essere tra le prime che si organizza con il preciso intendimento di mettere in atto le linee guida della CONVENZIONE SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006. Questo è un grande risultato per il Comune di Frosinone che attraverso l’approvazione della Consulta e del suo regolamento prende atto dell’universalità, indivisibilità e interdipendenza e interrelazione di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali e la necessità da parte delle persone con disabilità di essere garantite nel loro pieno godimento senza discriminazioni. Inoltre che la disabilità è un concetto in evoluzione e che la disabilità è il risultato dell’interazione tra persone con minorazioni e barriere attitudinali ed ambientali, che impedisce la loro piena ed efficace partecipazione nella società su una base di parità con gli altri. Agli intenti deve ovviamente corrispondere ora una attività reale e sostanziale. Si deve avviare la fase preliminare di costituzione formale della Consulta e poi di un confronto sugli scopi e uno specifico sugli obiettivi da portare avanti.<br />
L’Assemblea della Consulta sarà composta da<br />
o    l’assessore ai Servizi Sociali<br />
-    il presidente di Commissione Servizi Sociali<br />
-    2 consiglieri (1 minoranza 1 maggioranza)<br />
-    3 rappresentanti circoscrizione (1 per circoscrizione)<br />
-    un rappresentante per ogni associazione di volontariato<br />
-    1 rappresentate ASL<br />
-    1 esponente servizio sociale comunale<br />
-    1 segretario<br />
Si fa appello quindi a tutte le associazioni alla partecipazione e alla condivisione dei principi in essa stabiliti.</p>
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