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	<title>Oltre l&#039;Occidente &#187; Ultime notizie</title>
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		<title>Le scuole popolari</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 00:51:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2012/01/scuole_popolari.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2232" title="scuole_popolari" src="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2012/01/scuole_popolari.jpg" alt="" width="315" height="444" /></a>&#8220;Le scuole popolari&#8221;- Per l&#8217;accompagnamento e l&#8217;inclusione sociale di soggetti a rischio di esclusione, pubblicazione a cura di Anna De Meo e Massimiliano Fiorucci. Il volume di FOCUS-Casa dei Diritti Sociali sarà presentato il 6 febbraio dalle ore 18 a Frosinone presso la sede dell&#8217;Associazione Oltre l&#8217;Occidente.</p>
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		<title>Il cittadino che non c&#8217;è. Migrazioni, stranieri, minoranze</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 00:26:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/12/manifesto5070.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2218" title="manifesto5070" src="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/12/manifesto5070-731x1024.jpg" alt="" width="731" height="1024" /></a></p>
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		<title>Pupazzi in cerca d&#8217;attori</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 00:12:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/12/locandina1.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2225" title="locandina" src="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/12/locandina1-723x1024.jpg" alt="" width="723" height="1024" /></a></p>
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		<title>Occupay Ciociaria: E&#8217; urgente</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 23:55:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/12/klein.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2197" title="klein" src="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/12/klein.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>L&#8217;articolo di seguito elencato, tratto da The Occupied Wall Street Journal DI NAOMI KLEIN, alla luce della gravissima situazione politica e sociale del paese, ci suggerisce di convocare una<strong> assemblea aperta a tutti coloro che vorrebbero opporsi a tali scelte governative, per sabato 10 dicembre ore 17 in l.go Paleario 7 a Frosinone</strong>.</p>
<p>«IO vi amo.<span id="more-2196"></span><br />
E non l&#8217;ho detto solo perché centinaia di voi mi rispondano gridando &#8220;Ti amo&#8221;, anche se sarebbe un ovvio vantaggio del microfono umano. Dire agli altri ciò che vorreste che vi venisse detto, solo a voce più alta.<br />
Ieri uno dei relatori alla manifestazione ha detto: &#8220;Ci siamo trovati l’un l’altro.&#8221; Questo sentimento cattura la bellezza di ciò che stiamo creando. Una situazione aperta (dato che un&#8217;idea così grande non può essere contenuta in nessuno spazio) per tutti coloro che vogliono un mondo migliore dove trovarsi l’un l’altro. Ne siamo felici.<br />
Se c&#8217;è una cosa che so è che l&#8217;1% ama la crisi. Quando le persone sono in preda al panico e alla disperazione e nessuno sembra sapere cosa fare, quello è il momento migliore per far passare il loro ordine del giorno preferito per le politiche aziendaliste: privatizzare l&#8217;istruzione e la sicurezza sociale, imporre tagli sui servizi pubblici, liberarsi degli ultimi ostacoli al potere delle multinazionali. Questo sta succedendo in tutto il mondo, nel mezzo della crisi economica.<br />
C&#8217;è solo una cosa che può fermare questa tattica e, fortunatamente, è qualcosa di grande: il 99%. Quel 99% che si sta riversando nelle strade da Madison a Madrid per dire: &#8220;No. Non pagheremo per la vostra crisi.&#8221;<br />
Lo slogan è nato in Italia nel 2008. Ha avuto eco in Grecia, Francia, Irlanda e alla fine è arrivato al miglio quadrato da dove la crisi è cominciata.<br />
&#8220;Perché protestano?&#8221;, si chiedono perplessi gli esperti in televisione. Allo stesso tempo, il resto del mondo si chiede: &#8220;Perché ci avete messo così tanto? Ci chiedevamo quando vi sareste fatti vivi.&#8221; E soprattutto: &#8220;Benvenuti.&#8221;<br />
Molte persone hanno tracciato un parallelo tra il movimento Occupy Wall Street e le cosiddette proteste non-global di Seattle che hanno attirato l&#8217;attenzione di tutto il mondo nel 1999. Quella fu l&#8217;ultima volta in cui un movimento globale, giovanile e decentralizzato ha preso di mira il potere delle grandi aziende. E sono fiera di aver presto parte a ciò che abbiamo chiamato &#8220;il movimento dei movimenti&#8221;.<br />
Ma ci sono anche importanti differenze. Ad esempio, abbiamo scelto i summit come nostro obiettivo: l&#8217;OMC, il FMI, il G8. I summit hanno una natura transitoria, durano solo una settimana. Questo ci ha resi a nostra volta transitori. Facciamo la nostra comparsa, arriviamo sulle prime pagine di tutto il mondo e poi scompariamo. E nella frenesia dell&#8217;iper-patriottismo e del militarismo che ha seguito gli attacchi dell&#8217;11 settembre, è stato facile spazzarci completamente via, almeno nel Nord America.<br />
Occupy Wall Street, invece, ha scelto un obiettivo fisso. E non è stata stabilita una fine della sua presenza. Una cosa saggia. Solo quando si rimane ben piantati, si possono mettere radici. Questo è fondamentale. È un fatto che nell&#8217;era dell&#8217;informazione ci siano troppi movimenti che sbocciano come fiori meravigliosi, ma che muoiono presto. Questo perché non hanno radici. E non hanno piani a lungo termine per la propria sopravvivenza. E quando arriva la tempesta, vengono spazzati via.<br />
Essere orizzontali e davvero democratici è meraviglioso. Ma questi principi sono incompatibili con il duro lavoro che serve per costruire strutture e istituzioni che siano abbastanza resistenti per poter affrontare la tempesta. Sono fiduciosa che ciò accadrà.<br />
Altra cosa giusta di questo movimento: si impegna nella non-violenza. Si è rifiutato di dare ai media le immagini delle vetrine rotte e degli scontri in strada che tanto agognano. E questa tenace disciplina ha fatto sì che, di volta in volta, le notizie hanno dovuto riportare la brutalità di una polizia scandalosa e senza alcuna giustificazione. Una cosa che abbiamo potuto vedere anche ieri sera. Intanto, il sostegno a questo movimento cresce sempre più. C’è stata più saggezza.<br />
Ma la più grande differenza rispetto a un decennio fa è che nel 1999 ce la prendevamo con il capitalismo che era all&#8217;apice di un freneticoboom economico. Il tasso di disoccupazione era basso, gli investimenti in borsa erano in aumento. I media erano inebriati dai guadagni facili. Allora si parlava solo di avviare, non di chiudere.<br />
Abbiamo sottolineato che la deregolamentazione che ha sostenuto questa frenesia ha avuto un prezzo. Ha danneggiato gli standard lavorativi. Ha danneggiato gli standard ambientali. Le aziende stavano diventando più potenti dei governi e ciò ha danneggiato le nostre democrazie. Ma per essere onesti con voi, quando le cose andavano bene prendersela con il sistema economico era una cosa molto complessa, almeno nei paesi ricchi.<br />
Dieci anni dopo sembra come i paesi ricchi non esistano più. Solo un gran numero di persone ricche. Gente che si è arricchita saccheggiando il benessere pubblico ed esaurendo le risorse naturali in tutto il mondo.<br />
Il punto è che oggi chiunque può osservare come il sistema sia profondamente ingiusto e fuori controllo. Un&#8217;avidità senza limiti ha gettato nella spazzatura l&#8217;economia globale. E sta facendo lo stesso con la natura. Peschiamo oltre i limiti nei nostri oceani, inquiniamo le acque con la fratturazione idraulica e la trivellazione, usiamo le più sporche forme di energia del pianeta, come il catrame dell&#8217;Alberta. E l&#8217;atmosfera non può assorbire la quantità di carbone che emettiamo, creando un pericoloso surriscaldamento. Il nostro quotidiano è un disastro seriale: economico ed ecologico.<br />
Queste sono i fatti. Sono talmente evidenti, talmente ovvi, che oggi è molto più facile entrare in contatto con altre persone e costituire rapidamente un movimento rispetto al 1999.<br />
Tutti sappiamo, o almeno avvertiamo, che il mondo gira al contrario; ci comportiamo come se non ci fosse fine a ciò è invece limitato: i combustibili fossili e lo spazio atmosferico che assorbe le loro emissioni. E ci comportiamo come se ci fossero limiti rigidi e immobili a ciò che di fatto è libero: le risorse finanziarie per costruire il tipo di società di cui abbiamo bisogno.<br />
Il compito della nostra generazione è di rovesciare tutto questo: sfidare questa falsa scarsezza. Insistere sul fatto che ci possiamo permettere di costruire una società inclusiva e decente e, allo stesso tempo, rispettare i limiti che la Terra può sopportare.<br />
Il cambiamento climatico ci dice che abbiamo una scadenza. Stavolta il nostro movimento non può farsi distrarre, dividere, bruciare o spazzare via dagli eventi. Questa volta dobbiamo avere successo. E non sto parlando di imporre regole alle banche o di aumentare le imposte ai ricchi, sebbene sia importante.<br />
Sto parlando di modificare i valori che guidano la nostra società. È difficile riassumerlo in una singola richiesta che possa passare sui mediaed è anche difficile capire come farlo. Ma ciò non lo rende meno urgente.»</p>
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		<title>Casa dei Diritti Sociali: servizio civili</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 23:38:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/12/cdssv.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2193" title="cdssv" src="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/12/cdssv.jpg" alt="" width="186" height="186" /></a>Casa dei Diritti Sociali Frosinone presso l&#8217;Associazione Oltre l&#8217;Occidente a Frosinone:</p>
<p>Servizio civile 2010-2011. Un video <a href="http://www.youtube.com/watch?v=F92o7Mcu2QI">http://www.youtube.com/watch?v=F92o7Mcu2QI</a></p>
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		<title>Livelli essenziali di sussistenza</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 23:31:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://oltreloccidente.org/Petizoine.LEA.Firme.pdf"></a><a href="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/12/handicap1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2191" title="handicap" src="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/12/handicap1.jpg" alt="" width="98" height="98" /></a><a href="http://oltreloccidente.org/Petizoine.LEA.Firme.pdf">PETIZIONE POPOLARE</a> AI PARLAMENTARI DELLA CAMERADEI DEPUTATI E DEL SENATO DELLA REPUBBLICA PER ILFINANZIAMENTO DEI LEA, LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZAPER LE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI</p>
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		<title>KONATE Sekou</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 23:30:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>KONATE Sekou, giovane ragazzo della Guinea Conakry, è morto il 14 novembre scorso. Scappato dal carcere e dalla dittatura militare del suo Paese, era stato riconosciuto rifugiato in Italia. Arrivato meno di un anno fa aveva appena cominciato a ricostruirsi una nuova vita quando un cancro l&#8217;ha ucciso.  Insieme ad alcuni suoi amici connazionali e agli operatori che lo hanno seguito durante la procedura di richiesta d&#8217;asilo stiamo cercando in ogni modo di trovare fondi per rimpatriare la salma, visto che gli unici parenti rimasti in vita dopo le vicende politiche che lo hanno costretto a fuggire dal suo Paese sono la madre e un fratello. La Croce Rossa Internazionale ci ha garantito una quota di partecipazione che copre circa un terzo del budget richiesto dalle Onoranze Funebri (circa 4000 euro). Purtroppo nessun altro ente, che si occupi di rifugiati o meno, ha nel proprio capitolato di spese una voce che permetta di utilizzare i propri fondi per il rimpatrio delle salme, quindi chiediamo gentilmente a tutti voi un contributo, anche piccolissimo, che ci permetta di far seppellire Sekou presso il suo villaggio di origine.Putroppo la cifra dovrà essere raggiunta entro questa settimana, poichè alcune associazioni che potrebbero eventualmente partecipare alla donazione possono farlo solo entro la data cui sopra per motivi di rendicontazione annuale.Ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato in questi giorni ad organizzare questa richiesta.Le Onoranze Funebri Lorenzetti (Piazzale del Verano, 60, Roma) ci hanno fornito il loro iban in modo da facilitare le donazioni, una volta raggiunta la cifra si avvierà automaticamente la procedura. IBAN:    IT39Z0832703248000000000133Intestato a: Lorenzetti MassimoCausale: funerale per rimpatrio salma Konate Sekou Vi ringrazio in anticipo per la partecipazione, Ginevra Sammartino ginevra.sam@gmail.com</p>
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		<title>&#8220;l&#8217;Italia sono anch&#8217;io&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 22:25:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/11/italiasonoanchio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2164" title="italiasonoanchio" src="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/11/italiasonoanchio.jpg" alt="" width="194" height="195" /></a>Scopo della <a href="http://www.litaliasonoanchio.it/">campagna </a>è raccogliere firme per proporre due leggi di iniziativa popolare a favore degli stranieri: la cittadinanza per i bambini nati o cresciuti in Italia e il diritto di voto per le persone di origine straniera.A tale scopo, insieme agli altri promotori nella nostra provincia, COMUNE-CGIL-ARCI-UGL-CARITAS ecc,  si sta organizzando una conferenza stampa per lanciare il nostro comitato provinciale di Frosinone.La data della conferenza stampa verrà stabilita al più presto.</p>
<p><strong>Si chiede formale adesione al Comitato</strong>. In attesa di un vostro gentile riscontro, cordiali saluti<br />
Abdessamad El Jaouzi Comitato  promotore per la campagna &#8220;l&#8217;Italia sono anch&#8217;io&#8221;</p>
<p>cell.: 3203547191</p>
<p>eljaouzi7@gmail.com</p>
<p>&#160;</p>
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		<title>Libro nero sul Welfare italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 22:48:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/11/welfare1-300x199.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2155" title="welfare1-300x199" src="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/11/welfare1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Come il governo italiano – con le manovre economico-finanziarie e la legge delega fiscale e assistenziale – sta distruggendo le politiche sociali e azzerando la spesa per i dirittiIl Paese è sull’orlo del precipizio, paralizzato da una crisi politica e di credibilità che non ha quasi uguali nella nostra storia. Le ricette che vengono avanzate per favorirne la ripresa continuano a essere quelle ormai screditate di un liberismo che considera i diritti sociali e il welfare come meri ostacoli alla crescita, solo un costo non più sostenibile. Il Governo Berlusconi ha perseguito in questi anni un progetto di svuotamento della riforma del sistema di intervento sociale sancita dalla legge 328/2000 e ha ridotto progressivamente gli investimenti nel sociale, fino quasi ad azzerarli. La legge delega fiscale e assistenziale, in discussione ora alla Camera dei Deputati, darebbe il colpo di grazia alle politiche sociali del nostro paese. Una riforma del welfare è certo indispensabile, ma per accrescerne la capacità di tutela dei diritti e di risposta dinanzi ai nuovi rischi sociali e alle nuove forme di vulnerabilità.x</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
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		<title>Mondo nucleare</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 22:43:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/31307/Mondo+nucleare"></a><a href="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/11/logo_peacereporter-1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2151" title="logo_peacereporter (1)" src="http://www.oltreloccidente.org/wp-content/uploads/2011/11/logo_peacereporter-1.png" alt="" width="200" height="106" /></a>Rapporto di un&#8217;agenzia britannica: gli Usa spenderanno 700 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Corsa al riarmo di tutte le potenze atomiche del pianeta</p>
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