
UFFICIO LEGISLATIVO
OGGETTO: Interrogazione parlamentare a risposta scritta n.4-OOO82.
Con
riferimento alla interrogazione
parlamentare indicata in oggetto si comumica quante segue.
Com’è
noto alla S.V. On.le la problematica rappresentata risale all’8 della legge n.124 del 1999 che prevedeva il
trasmerimento nei ruoli statali del personale amministrativo tecnico ed ausiliario dipendente dagli Enti
locali in servizio nelle scuoli statali.
In realtà, non tutti i comuni
disponevano di personale dipendente ma utilizzavano, per svolgere le funzioni
del personale ausiliario nelle scuole, anche cooperative, imprese private e
quindi servizi appaltati. Per non lasciare privi di lavoro questi soggetti, che
non erano stati mai dipendenti degli Enti Locali, il decreto interministeriale
n. 184 del 23 luglio del 1999 ha
disposto che l’Amministrazione subentrava agli Enti Locali anche nelle
convenzioni relative all’utilizzazione dei lavoratori impegnati nei progetti
socialmente utili in atto in alcune istituzioni scolastiche per lo svolgimento
di funzioni ATA, demandate per legge
all’ente locale stesso, con effetto dal primo maggio 2000.
Il decreto legislativo n. 81 del
28 febbraio 2OOO, nel dettare nuove disposizioni per la disciplina dei lavori
socialmente utili, ha tra l’altro stabilito che con appositi decreti
interministeriali dovevano essere individuate misure finalizzate alla
stabilizzazione occupazionale esterna
dei lavoratori in progetti di lavori socialmente utili.
Pertanto, in applicazione
del suddetto decreto, l’amministrazione medesima è stata ente utilizzatore di
circa 18 mila lavoratori socialmente utili utilizzati in alcune istituzioni
scolastiche. Per tali soggetti, in applicazione alle vigenti normative, sono
stati adottati dai competenti dirigenti scolastici provinciali provvedimenti di
proroga nell’utilizzo fino al 30 giugno 2001.
Infine, la legge n.388 del
2000,(legge finanziaria del 2001), all’art.78, comma 31, ha previsto
l’emanazione di un Decreto Interministeriale da parte del Ministero della
Pubblica Istruzione, di concerto con i Ministri del Lavoro e della Previdenza
Sociale, del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica per la
definizione di procedure di terziarizzazione, sempre ai fini della
stabilizzazione dei lavoratori impegnati in progetti socialmente utili presso
gli istituti statali.
Con il termine
terziarizzazione si intende l’adozione di provvedimenti intesi a stabilizzare
comunque il rapporto di lavoro dei soggetti utilizzati nei progetti di lavoro
socialmente utili, attraverso convenzioni con enti esterni alla Pubblica
Amministrazione, che si impegnano ad assumere stabilmente lavoratori e a
corrispondere le relative retribuzioni equivalenti, in tutto e per tutto, a
quelle dei dipendenti statali.
Come risulta dal tenore
delle disposizioni citate, la terziarizzazione assolve la finalità di
stabilizzare l’occupazione dei soggetti impegnati in progetti di lavori socialmente utili, le cui prospettive
occupazionali erano in precedenza limitate temporalmente alla conclusione del
progetto.
A tal fine, l’articolo 78, al comma 31 citato, ha previsto lo stanziamento
apposite risorse determinate in L.287 miliardi per il 2001 e di L.575 miliardi
per il 2002. Pertanto l’Amministrazione, sulla base delle disposizioni sopra
indicate e delle disposizioni applicative introdotte dai Decreti Ministeriali
nn.65 e 66 del 20 aprile 2001, è tenuta a procedere alla terziarizzazione, in
primo luogo, nell’interesse dei lavoratori socialmente utili che, proprio per
questo, sono individuati dai decreti predetti quali beneficiari delle norme in
questione.
In particolare, in
esecuzione del Decreto Ministeriale n.65 , l’Amministrazione ha sottoscritto
nei primi giorni del mese di giugno la convenzione quadro con quattro consorzi
di imprese incaricate di svolgere l’attività di pulizia, con l’assorbimento a
tempo indeterminato, a decorrere dal primo luglio, di tutti i 17 mila
lavoratori socialmente utili in servizio per compiti assimilabili in parte a
quelli del collaboratore scolastico, in alcune istituzioni scolastiche.
In esecuzione del Decreto
Ministeriale n. 66, l’Amministrazione ha invitato i dirigenti delle istituzioni
scolastiche presso cui erano addetti i lavoratori socialmente utili, per
compiti assimilabili in parte a quelli dell’assistente amministrativo tecnico,
a stipulare contratti di collaborazione coordinata e continuativa con i circa
mille interessati.
Le procedure previste dai
decreti ministeriali nn. 65 e 66 nonché dalla convenzione quadro sono tuttora
in corso con la stipula dei contratti fra le imprese e i dirigenti scolastici
interessati e tra le imprese e i lavoratori socialmente utili in possesso dei
requisiti, con l’applicazione nella sede di servizio occupata al 30 giugno
2001. Solo in tempi successivi e prima dell’inizio dell’anno scolastico
2001/2002 si procederà con il coordinamento dei Direttori Generali Regionali
all’ottimizzazione del servizio per l’utilizzo più efficace dei soggetti
addetti alle pulizie.
Si fa inoltre presente che
l’Amministrazione ha utilizzato le risorse stanziate dalla legge finanziaria
n.388 del 2000, fino al 12 dicembre 2002, e che i consorzi di impresa sono
obbligati, con la sottoscrizione della convenzione quadro, ad assorbire i
lavoratori interessati a tempo indeterminato, a decorrere dal primo luglio
2001, a corrispondere le retribuzioni, secondo il contratto collettivo di
categoria ed infine a far svolgere l’attività per almeno 30 ore settimanali.
Si precisa che le
procedure attivate e le soluzioni adottate costituiscono il puntuale
adempimento di disposizioni legislative, che non hanno previsto l’immissione in
posti di organico di ruolo statale del
personale oggetto dell’interrogazione, bensì la stabilizzazione del rapporto
tramite la procedura di terziarizzazione.
IL MINISTRO
MALABARBA, TOGNI, MALENTACCHI, SODANO Tommaso. – Al Ministro
dell’istruzione, dell’università e della ricerca. – Premesso che:
il 13 luglio prossimo il
Consiglio di Stato deciderà il futuro di migliaia (17 mila) di lavoratori
socialmente utili (LSU) del settore scolastico (ATA);
questi lavoratori, dopo
aver supplito di fatto per sei anni alle carenze di organico degli istituti
svolgendo mansioni di collaboratore scolastico e di addetto di segreteria e
laboratorio, oggi sono colpiti dal processo di terziarizzaione delle funzioni
ATA avviato nella precedente legislatura;
entro il 1° luglio, in
virtù di una convenzione che il Ministero dell’istruzione ha stipulato con
quattro consorzi d’impresa che raccolgono le cooperative che svolgono esclusive
mansioni di pulizia e di collaborazione coordinata e continuativa con forme di
mobilità selvaggia;
questa soluzione
costringerebbe i lavoratori in una condizione di estrema precarietà e senza
alcuna garanzia per il futuro dato che
la copertura finanziaria è prevista solo fino al 2002;
l’ex ministro De Mauro
aveva deciso, in seguito alle proteste dei sindacati, di non firmare il
provvedimento con il quale si stralciavano definitivamente dall’organico di
diritto (260 mila posti) la posizione dei circa 18 mila dipendenti precari;
da notizie stampa («Italia
Oggi» del 26 giugno 2001) si apprende che il nuovo Ministro sembrerebbe
intenzionato a riprendere in mano il provvedimento (lìorganico di diritto è
fissato, solitamente, a giugno) rinviando la verifica dei 18 mila posti in
bilico all’organico di fatto,
si chiede di sapere quali
misure il Ministro in indirizzo intenda porre in essere al fine di attivare le
procedure che consentano dal 1° luglio prossimo una proroga della convenzione e
per approvare un piano di assunzioni negli organici scolastici per i lavoratori
LSU-ATA.