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PAGINA A CURA DEL COMITATO DI LOTTA DI FROSINONE

Frosinone, via Garibaldi 24, telefax 0775-859287


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BILANCIO PARTECIPATIVO? NO BILANCIO DI POLIZIA

Si è conclusa nella notte fonda del 31 marzo una delle tante tappe del tour degli LSU del comune di Frosinone per il riconoscimento del lavoro e dei diritti economici e contrattuali.
Una conclusione amara che vede la maggioranza consiliare, che pur aveva in campagna elettorale promesso accordi per una soluzione "vera", schierarsi "immoralmente" contro centinaia di famiglie che chiedono una soluzione ad un problema che si protrae da anni.
La soluzione della "maggioranza" prevede, a scanso di equivoci, una dichiarata irremovibilità sull'assunzione di qualcuno in pianta organica (a fronte di carenza di oltre 100 posti e nonostante l'utilizzo di LSU da almeno 7 anni in sostituzione) e la costituzione di una società mista per un numero massimo di alcune decine di lavoratori. Ma come verranno pagati questi lavoratori se in bilancio non sono stati messi i soldi! Lo stanziamento in bilancio, 424 mila euro, serve solo alla costituzione della società. Nel 1998, nell'allora deliberata società Multiservizi SPA, per 86 LSU part time fu calcolato che servivano 2,3 miliardi di vecchie lire (1.200.000 euro).
E le altre centinaia di lavoratori LSU? Alla fine delle proroghe andranno a casa senza contributi, senza futuro.
E' proprio difficile cercare di ragionare sull'argomento in maniera diversa? Sicuramente è indegno dire "abbiano tot fondi e quindi sistemiamo tot lavoratori"!
Ma la questione del lavoro non è sempre stata prioritaria per la "sinistra"?
L'attuale centro-sinistra è riformista, modernista, competitivo: in una parola liberista e quindi non può comprendere nemmeno le linee direttrici di una pur moderata politica socialdemocratica. Siamo in presenza insomma di un potere lontano dai bisogni della realtà sociale.
Non a caso alla pur aspra protesta degli LSU Marzi ha risposto chiamando un centinaio tra digos (in borghese (circa 15) carabinieri (40) e polizia (50), tra cui un reparto della celere. Il confronto politico sociale, che una amministrazione di "sinistra" non dovrebbe temere, è diventato un contenimento di forza della protesta.
Ma di cosa aveva paura Marzi? Di concedere qualcosa in più agli LSU? Forse si temeva era che il consiglio comunale non si potesse svolgere (e per evitare questo sarebbero bastate 10 uomini delle forze dell'ordine)? Oppure che qualcuno di maggioranza potesse coscientemente votare contro il diktat di Marzi? La presenza di tanta forza dell'ordine non è servita a spegnere gli animi degli LSU, ma, solo, a "blindare" le scelte dei consiglieri comunali.
Il ruolo dei vari gruppi consiliari è stato emblematico. La Margherita che aveva fatto proprio il problema LSU è rimasta in silenzio, i Verdi che con il loro consigliere avevano promesso battaglia e intransigenza, nonché allargamento della proposta (coinvolgendo altre figure precarie ecc.) hanno svolto un ruolo da soldatini di piombo accettando supinamente le scelte di maggioranza, e, colpa maggiore, si sono vantati sui quotidiani di aver respinto le cooperative e fatto nascere la società mista! (Si ricorda che nel 1998 già fu creata una società mista dall'allora Commissario. E' con il centrosinistra - con i Verdi in maggioranza- che si fermò tutto). Sullo SdI si stende un velo pietoso: il rappresentante Calicchia, pur presidente della commissione dove si è discusso di LSU, era talmente impreparato da essere, ad ogni intervento, sonoramente fischiato. Alla lista Marzi e ai DS, nulla si può rimproverare. Loro sono stati contro questi lavoratori fino alla fine: preferiscono allargare la precarietà in tutti i settori del Comune e, casomai, con i sodi risparmiati, comprare uno stabile per 11 miliardi di vecchie lire!
La destra, in parte strumentalmente visto che dove amministra le cose non vanno meglio che a Frosinone, alla fine ha svolto un ruolo di opposizione degno di questo nome, sollevando puntualmente il problema e approfondendo l'argomento. SI è ancora in attesa di una risposta sulla delibera del 1999 delle aliquote IRPEF i cui proventi (4 miliardi) sarebbero dovuti servire a finanziare l'allora Multiservizi SPA.
Resta lo scandalo di un voto sul bilancio comunale, elemento centrale per le scelte per la cittadinanza, dove in altre città si coinvolgono cittadini, intellettuali, associazioni, sindacati ecc., da cui la denominazione di bilancio partecipativo, in piena notte, come se fosse una cosa da nascondere... Degli LSU si è parlato tra le ore 1,15 e le 2,30.
Gli LSU incassano le rigidità ma vanno avanti. Hanno presente che il posto di lavoro è un loro diritto, guadagnato sul campo. Sanno che non è un problema di soldi ma solo di scelte politiche. Continueranno a battersi fino in fondo con la stessa dignità con cui vanno al lavoro ogni giorno per garantire alla città e alla giunta Marzi, che fa finta di non vederli, i servizi alla collettività a 470 euro al mese senza contributi.

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