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BILANCIO PARTECIPATIVO?
NO BILANCIO DI POLIZIA
Si è conclusa
nella notte fonda del 31 marzo una delle tante tappe del tour degli
LSU del comune di Frosinone per il riconoscimento del lavoro e dei
diritti economici e contrattuali.
Una conclusione amara che vede la maggioranza consiliare, che pur
aveva in campagna elettorale promesso accordi per una soluzione
"vera", schierarsi "immoralmente" contro centinaia
di famiglie che chiedono una soluzione ad un problema che si protrae
da anni.
La soluzione della "maggioranza" prevede, a scanso di
equivoci, una dichiarata irremovibilità sull'assunzione di
qualcuno in pianta organica (a fronte di carenza di oltre 100 posti
e nonostante l'utilizzo di LSU da almeno 7 anni in sostituzione)
e la costituzione di una società mista per un numero massimo
di alcune decine di lavoratori. Ma come verranno pagati questi lavoratori
se in bilancio non sono stati messi i soldi! Lo stanziamento in
bilancio, 424 mila euro, serve solo alla costituzione della società.
Nel 1998, nell'allora deliberata società Multiservizi SPA,
per 86 LSU part time fu calcolato che servivano 2,3 miliardi di
vecchie lire (1.200.000 euro).
E le altre centinaia di lavoratori LSU? Alla fine delle proroghe
andranno a casa senza contributi, senza futuro.
E' proprio difficile cercare di ragionare sull'argomento in maniera
diversa? Sicuramente è indegno dire "abbiano tot fondi
e quindi sistemiamo tot lavoratori"!
Ma la questione del lavoro non è sempre stata prioritaria
per la "sinistra"?
L'attuale centro-sinistra è riformista, modernista, competitivo:
in una parola liberista e quindi non può comprendere nemmeno
le linee direttrici di una pur moderata politica socialdemocratica.
Siamo in presenza insomma di un potere lontano dai bisogni della
realtà sociale.
Non a caso alla pur aspra protesta degli LSU Marzi ha risposto chiamando
un centinaio tra digos (in borghese (circa 15) carabinieri (40)
e polizia (50), tra cui un reparto della celere. Il confronto politico
sociale, che una amministrazione di "sinistra" non dovrebbe
temere, è diventato un contenimento di forza della protesta.
Ma di cosa aveva paura Marzi? Di concedere qualcosa in più
agli LSU? Forse si temeva era che il consiglio comunale non si potesse
svolgere (e per evitare questo sarebbero bastate 10 uomini delle
forze dell'ordine)? Oppure che qualcuno di maggioranza potesse coscientemente
votare contro il diktat di Marzi? La presenza di tanta forza dell'ordine
non è servita a spegnere gli animi degli LSU, ma, solo, a
"blindare" le scelte dei consiglieri comunali.
Il ruolo dei vari gruppi consiliari è stato emblematico.
La Margherita che aveva fatto proprio il problema LSU è rimasta
in silenzio, i Verdi che con il loro consigliere avevano promesso
battaglia e intransigenza, nonché allargamento della proposta
(coinvolgendo altre figure precarie ecc.) hanno svolto un ruolo
da soldatini di piombo accettando supinamente le scelte di maggioranza,
e, colpa maggiore, si sono vantati sui quotidiani di aver respinto
le cooperative e fatto nascere la società mista! (Si ricorda
che nel 1998 già fu creata una società mista dall'allora
Commissario. E' con il centrosinistra - con i Verdi in maggioranza-
che si fermò tutto). Sullo SdI si stende un velo pietoso:
il rappresentante Calicchia, pur presidente della commissione dove
si è discusso di LSU, era talmente impreparato da essere,
ad ogni intervento, sonoramente fischiato. Alla lista Marzi e ai
DS, nulla si può rimproverare. Loro sono stati contro questi
lavoratori fino alla fine: preferiscono allargare la precarietà
in tutti i settori del Comune e, casomai, con i sodi risparmiati,
comprare uno stabile per 11 miliardi di vecchie lire!
La destra, in parte strumentalmente visto che dove amministra le
cose non vanno meglio che a Frosinone, alla fine ha svolto un ruolo
di opposizione degno di questo nome, sollevando puntualmente il
problema e approfondendo l'argomento. SI è ancora in attesa
di una risposta sulla delibera del 1999 delle aliquote IRPEF i cui
proventi (4 miliardi) sarebbero dovuti servire a finanziare l'allora
Multiservizi SPA.
Resta lo scandalo di un voto sul bilancio comunale, elemento centrale
per le scelte per la cittadinanza, dove in altre città si
coinvolgono cittadini, intellettuali, associazioni, sindacati ecc.,
da cui la denominazione di bilancio partecipativo, in piena notte,
come se fosse una cosa da nascondere... Degli LSU si è parlato
tra le ore 1,15 e le 2,30.
Gli LSU incassano le rigidità ma vanno avanti. Hanno presente
che il posto di lavoro è un loro diritto, guadagnato sul
campo. Sanno che non è un problema di soldi ma solo di scelte
politiche. Continueranno a battersi fino in fondo con la stessa
dignità con cui vanno al lavoro ogni giorno per garantire
alla città e alla giunta Marzi, che fa finta di non vederli,
i servizi alla collettività a 470 euro al mese senza contributi.
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