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PAGINA A CURA DEL COMITATO DI LOTTA DI FROSINONE

Frosinone, via Garibaldi 24, telefax 0775-859287


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LETTERA AGLI ENTI LOCALI

IL PROSSIMO 30 GIUGNO 2003 TERMINA L'ENNESIMO PERIODO DI PROROGA PER I LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI in forza presso una infinità di enti locali. La successiva proroga di altri sei mesi sarà possibile ma le condizioni di accesso saranno sempre più difficili poiché la Regione Lazio potrebbe astenersi dal pagare il 50% previsto dal d.to l.vo 81/2000 a carico degli enti utilizzatori.
La Regione Lazio fin da luglio scorso ha definito una legge e successivamente un programma operativo nel quale si promettono fondi e iniziative.
Resta chiaro però che, pur in presenza di una legge, L'INIZIATIVA PER LA STABILIZZAZIONE DEGLI LSU RIMANE DI COMPETENZA DELL'ENTE E DI ALCUN ALTRO: è l'ente utilizzatore che deve trovare le strade e quindi poi coinvolgere anche la Regione nel reperimento di fondi.
Tale ragionamento implica il riconoscimento delle attività svolte dagli LSU in questi sette lunghi anni e non un atteggiamento di ricerca di un servizio da crearsi: GLI LSU GIÀ SVOLGONO UNA ATTIVITÀ LAVORATIVA in servizi oramai consolidati e per i quali hanno sviluppato delle professionalità specifiche: è l'ente che deve riconoscerla contrattualmente ed economicamente.
Gli enti in questi anni hanno risparmiato somme incredibili sulla pelle di migliaia di lavoratori utilizzati a nero nella pp.aa. Spesso questi enti hanno speso ingenti risorse anche in problematiche non prioritarie.
Si chiede troppo che parte di questi risparmi vengano riutilizzati nel trovare una soluzione occupazionale?
Il Sin Cobas ribadisce che la soluzione possibile è quella di un PIANO GENERALE DI STABILIZZAZIONE nel quale gli enti, dopo aver dato applicazione alle indicazioni dell'articolo 3 della legge regionale 22 Luglio 2002, n. 21:
l'analisi e la valutazione delle potenzialità lavorative ed attitudinali nonché il tipo e la durata dell'attività progettuale svolta;
b) la ricognizione dei posti vacanti nelle dotazioni organiche degli enti pubblici operanti nel territorio regionale,
debbano
1. AVVIARE UN PIANO DI ASSUNZIONI per tutti quei posti vacanti in organico e quelli dove gli LSU hanno svolto supplenza, coprendo i clamorosi vuoti in organico con l'assuzione di LSU, tenendo presente che il costo per i primi tre anni è oramai divenuto irrisorio (circa 9000 euro annui per un part time)
2. attivarsi per specifiche azioni volte alla RICERCA DI FONDI PER IL MANTENIMENTO DEI SERVIZI ATTIVATI SPECIFICATAMENTE CON GLI LSU coinvolgendo altri enti e la regione Lazio, seguendo le indicazioni della legge regionale 22 Luglio 2002, n. 21.
Il Sin Cobas crede che un'altra occasione, una delle ultime forse, andrà persa se anche in questa fase di programmazione dei bilanci non si provvederà alla PIANIFICAZIONE DI UN PROGRAMMA per la stabilizzazione che riguardi TUTTI I lavoratori LSU utilizzati e al REPERIMENTO DEI FONDI POSSIBILI da inserire fin da questo bilancio per avviare il tanto sperato riconoscimento contrattuale del posto di lavoro.

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