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LETTERA AGLI ENTI LOCALI
IL PROSSIMO 30 GIUGNO 2003 TERMINA L'ENNESIMO PERIODO DI PROROGA
PER I LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI in forza presso una infinità
di enti locali. La successiva proroga di altri sei mesi sarà
possibile ma le condizioni di accesso saranno sempre più
difficili poiché la Regione Lazio potrebbe astenersi dal
pagare il 50% previsto dal d.to l.vo 81/2000 a carico degli enti
utilizzatori.
La Regione Lazio fin da luglio scorso ha definito una legge e successivamente
un programma operativo nel quale si promettono fondi e iniziative.
Resta chiaro però che, pur in presenza di una legge, L'INIZIATIVA
PER LA STABILIZZAZIONE DEGLI LSU RIMANE DI COMPETENZA DELL'ENTE
E DI ALCUN ALTRO: è l'ente utilizzatore che deve trovare
le strade e quindi poi coinvolgere anche la Regione nel reperimento
di fondi.
Tale ragionamento implica il riconoscimento delle attività
svolte dagli LSU in questi sette lunghi anni e non un atteggiamento
di ricerca di un servizio da crearsi: GLI LSU GIÀ SVOLGONO
UNA ATTIVITÀ LAVORATIVA in servizi oramai consolidati e per
i quali hanno sviluppato delle professionalità specifiche:
è l'ente che deve riconoscerla contrattualmente ed economicamente.
Gli enti in questi anni hanno risparmiato somme incredibili sulla
pelle di migliaia di lavoratori utilizzati a nero nella pp.aa. Spesso
questi enti hanno speso ingenti risorse anche in problematiche non
prioritarie.
Si chiede troppo che parte di questi risparmi vengano riutilizzati
nel trovare una soluzione occupazionale?
Il Sin Cobas ribadisce che la soluzione possibile è quella
di un PIANO GENERALE DI STABILIZZAZIONE nel quale gli enti, dopo
aver dato applicazione alle indicazioni dell'articolo 3 della legge
regionale 22 Luglio 2002, n. 21:
l'analisi e la valutazione delle potenzialità lavorative
ed attitudinali nonché il tipo e la durata dell'attività
progettuale svolta;
b) la ricognizione dei posti vacanti nelle dotazioni organiche degli
enti pubblici operanti nel territorio regionale,
debbano
1. AVVIARE UN PIANO DI ASSUNZIONI per tutti quei posti vacanti in
organico e quelli dove gli LSU hanno svolto supplenza, coprendo
i clamorosi vuoti in organico con l'assuzione di LSU, tenendo presente
che il costo per i primi tre anni è oramai divenuto irrisorio
(circa 9000 euro annui per un part time)
2. attivarsi per specifiche azioni volte alla RICERCA DI FONDI PER
IL MANTENIMENTO DEI SERVIZI ATTIVATI SPECIFICATAMENTE CON GLI LSU
coinvolgendo altri enti e la regione Lazio, seguendo le indicazioni
della legge regionale 22 Luglio 2002, n. 21.
Il Sin Cobas crede che un'altra occasione, una delle ultime forse,
andrà persa se anche in questa fase di programmazione dei
bilanci non si provvederà alla PIANIFICAZIONE DI UN PROGRAMMA
per la stabilizzazione che riguardi TUTTI I lavoratori LSU utilizzati
e al REPERIMENTO DEI FONDI POSSIBILI da inserire fin da questo bilancio
per avviare il tanto sperato riconoscimento contrattuale del posto
di lavoro.
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